La profondità delle superfici
I nuovi linguaggi Fioranese tra materia, luce e interior design
I nuovi linguaggi Fioranese tra materia, luce e interior design
Superfici da osservare, toccare e vivere.
Con le nuove collezioni presentate a Cersaie 2026, Fioranese ha esplorato una dimensione della ceramica sempre più legata all’interior design, dove materia, colore, luce e tridimensionalità contribuiscono a costruire l’identità dello spazio. Scaglie di Storia, Fragments, Lavika, Ossidiana e Drops interpretano linguaggi differenti, accomunati dalla ricerca di una nuova profondità della superficie e dalla capacità della ceramica di dialogare con arredi, materiali e architettura.
A fare da filo conduttore è DEEPLY REAL, il concept Fioranese che nasce dalla ricerca di una relazione ancora più autentica tra grafica, struttura e superficie. Due lavorazioni complementari intervengono sulla materia in direzioni opposte: una scava, enfatizzando dettagli, venature e variazioni naturali; l’altra la arricchisce, costruendo il rilievo. Il risultato sono superfici caratterizzate da diversi livelli di tridimensionalità, nelle quali la profondità diventa insieme visiva e tattile.

È Fragments a esprimere in modo particolarmente significativo questa ricerca. La collezione nasce dalla reinterpretazione di un ceppo siciliano, pietra sedimentata dal tempo e ricca di inclusioni, capace di evocare il carattere autentico del paesaggio mediterraneo. Da questa matrice originaria nascono due differenti interpretazioni. Nella prima, Pieces, la pietra si frammenta e si ricompone in una superficie ispirata al terrazzo, dove scaglie irregolari emergono da una base resinosa. La seconda, Resins, introduce un effetto resina semitrasparente che accentua profondità, luminosità e percezione tattile. Due espressioni diverse ma complementari, attraverso le quali la frammentazione diventa equilibrio compositivo e l’imperfezione si trasforma in valore estetico e progettuale. Una collezione dalla forte versatilità, pensata per gli interni, tra pavimenti e rivestimenti, e capace di dialogare con arredi e materiali differenti.
È proprio questo equilibrio tra naturale irregolarità e ricerca contemporanea a rendere Fragments interessante per l’interior design. La collezione può essere utilizzata per definire ampie pavimentazioni, dare continuità a living e zone giorno o caratterizzare pareti e quinte architettoniche. In cucina e bagno può diventare parte integrante dell’arredo, mentre in hotel, ristoranti, boutique e spazi contract può contribuire a creare ambienti riconoscibili e dalla forte identità materica.
Anche la palette favorisce il dialogo con il progetto: Ivory, Beige, Greige e Dark Grey per Pieces, con l’aggiunta di Fog per Resins, costruiscono una gamma di neutri facilmente abbinabile a legni, metalli, tessuti e altri materiali. Formati differenti, come quello a mosaico, permettono inoltre di passare dalle grandi superfici a soluzioni più articolate e decorative.

A sottolineare il valore di questa ricerca è arrivato anche un importante riconoscimento. Fragments ha vinto il TECNAwards a Rimini come Best Product of the Year, in palio al TECNA 2026, nell’ambito della manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie e alle soluzioni per l’industria ceramica e delle superfici. Un premio che dà ulteriore risalto a una collezione in cui innovazione tecnologica, ricerca sulla materia e libertà compositiva convergono in una proposta pensata per gli interni contemporanei.

Accanto a Fragments, la collezione Scaglie di Storia recupera la memoria del terrazzo attraverso Granelli, con frammenti di marmo Rosso Verona, e Pietre, con scaglie di Bianco di Carrara, reinterpretandola con una sensibilità unica e speciale. Mentre Lavika nasce dall’incontro tra la forza della pietra lavica e la cultura dello smalto ceramico: cromie calde e desaturate, riflessi morbidi e variazioni tattili danno vita a superfici vibranti, disponibili anche in formati che ampliano le possibilità di posa e composizione. Più decorativa è Ossidiana, che rilegge forme e geometrie ispirate agli anni Cinquanta e Sessanta attraverso rilievi, colore e uno smalto ad alta lucentezza capace di catturare la luce e accentuare la tridimensionalità della parete. Drops, infine, interpreta la ceramica come materia plasmata dalla luce: elementi allungati, finitura lucida e una delicata texture craquelé trasformano il rivestimento in una superficie dinamica, dove riflessi, texture e colore modificano continuamente la percezione dello spazio.
Cinque collezioni e altrettanti linguaggi espressivi capaci di trasformare frammentazione, stratificazione e imperfezione in nuovi strumenti per l’interior design.
Per apprezzare pienamente texture, rilievi, colori e possibili abbinamenti, Fioranese invita interior designer e progettisti a visitare Spazio Hangar, lo showroom di Fiorano Modenese, e a scoprire le nuove collezioni.

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