Palazzo Rota: nel cuore di Venezia

Il fascino senza tempo incontra il design contemporaneo

Appena inaugurata e già al centro della scena culturale internazionale, la 61ª Biennale d’Arte di Venezia anima la città lagunare fino al 22 novembre 2026 con un calendario di mostre, installazioni e performance diffuse tra Giardini, Arsenale e numerosi palazzi storici veneziani. Intitolata In Minor Keys e curata da Koyo Kouoh, questa nuova edizione trasforma Venezia in una piattaforma globale dedicata alla ricerca artistica contemporanea, coinvolgendo quartieri iconici come Castello, Dorsoduro e San Marco in un percorso che intreccia arte, architettura e memoria urbana.

Durante la Biennale, la città assume un’atmosfera unica: le calli si riempiono di collezionisti, designer, artisti e creativi provenienti da tutto il mondo, mentre antichi palazzi, fondazioni e spazi industriali diventano luoghi di sperimentazione e contaminazione culturale. Venezia conferma così la propria vocazione internazionale, capace di accogliere il contemporaneo senza perdere il legame con la propria storia millenaria. Ed è proprio all’interno di questo dialogo continuo tra heritage e innovazione che si inserisce il progetto di rinascita di Palazzo Rota, elegante dimora veneziana del 1300 a pochi passi da Piazza San Marco.

Firmato dallo Studio Marco Piva di Milano in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia, l’intervento restituisce splendore a uno degli edifici storici della città trasformandolo in sei esclusive residenze dedicate all’hospitality. Un progetto che interpreta il lusso in chiave contemporanea, mantenendo intatta l’anima autentica del palazzo attraverso un restauro attento, sofisticato e rispettoso della memoria architettonica veneziana.
In una città che durante la Biennale diventa punto d’incontro internazionale per il mondo del design e dell’arte, Palazzo Rota rappresenta perfettamente il valore di un approccio progettuale capace di fondere heritage e contemporaneità. Gli interni si sviluppano attraverso atmosfere raffinate, materiali ricercati e dettagli dal forte carattere materico, dando vita a spazi eleganti ma accoglienti, dove ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza immersiva e sensoriale.
In questo dialogo tra passato e presente si inserisce anche Fioranese, che contribuisce al progetto con la collezione MARMOREA. Le superfici in gres porcellanato effetto marmo sono state scelte per i pavimenti della reception e per pavimenti e rivestimenti di tutti i bagni del palazzo, inclusa la variante Deco, diventando parte integrante della narrazione estetica degli ambienti.

Ispirata alla nobiltà del marmo e reinterpretata con un linguaggio contemporaneo, MARMOREA dona agli spazi profondità, luce e una sofisticata eleganza materica. Le superfici dialogano con gli elementi storici dell’architettura veneziana creando un equilibrio armonioso tra decorazione, texture e tonalità naturali. Nei bagni, il progetto valorizza l’esperienza del benessere attraverso ambienti dal gusto ricercato e avvolgente, dove il design si esprime in ogni dettaglio.
Particolarmente scenografica la versione Deco, che introduce un ritmo decorativo raffinato e contemporaneo, capace di enfatizzare il carattere esclusivo delle residenze. Le geometrie e le texture diventano così strumenti progettuali che arricchiscono gli spazi con personalità e dinamismo, senza mai risultare invasive.
Con il progetto di Palazzo Rota, Fioranese conferma ancora una volta la propria vocazione nel dialogare con l’architettura internazionale e con contesti di grande valore storico e culturale. Superfici pensate per interpretare il design contemporaneo attraverso materia, ricerca estetica e qualità progettuale, contribuendo a creare luoghi autentici, emozionali e senza tempo.

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